
Spesso, molto spesso, agiamo in base a degli automatismi. Questi comportamenti vengono definiti “reazioni”. Possono succedere anche non in risposta a degli eventi esterni, possiamo “reagire” anche comodamente chiusi nell’ambito della nostra abitazione.
Ti racconto una cosa che mi riguarda, per spiegarti. Quando ho iniziato a praticare il buddismo, ufficialmente, ho manifestato ai miei compagni il desiderio di risolvere l’ambito per me più delicato: il lavoro.
Faccio un lavoro dinamico: il responsabile contabilità di un gruppo di aziende. I ritmi sono veloci e la responsabilità molta. Vivevo male non solo l’ufficio ma anche il tempo libero, perchè pensavo continuamente al lavoro, aspettando brutte notizie, nelle notifiche del telefono.
Mi rendevo conto, che c’era qualcosa che non andava, ma tentavo di risolvere razionalmente, limitando le notifiche o cose simili. Il tutto mi portava via moltissima energia, senza risolvere il problema.
Praticando correttamente, seguendo il consiglio dei miei compagni, il tempo passava e dopo sole 3 settimane, ho cominciato ad accorgermi che, finito l’orario d’ufficio, non pensavo più al lavoro.
Questo è stato il primo step. Dopo un altro mesetto, ho cominciato a star bene anche in ufficio e ora, posso ancora migliorare, ma è come aver scalato l’Everest.
Questo è un esempio; sicuramente, se ci fai caso, anche a te capita di reagire. Prova a notarlo, con curiosità.
Può essere una scenata di gelosia o solo il relativo sentimento, puoi sentirti ferito per una frase detta da un’amico, provare delusione per una prova non riuscita secondo i tuoi piani. Queste sono tutte reazioni.
La consapevolezza ti aiuterà a far emergere e sciogliere, come neve al sole, i tuoi schemi. La pratica di una o più discipline è prioritaria, in questo percorso.
Riesci già ad identificare alcuni schemi? Scrivimeli nei commenti, sono curioso!


Lascia un commento