Vincere l’ansia

L’ansia è un sintomo di un modello di pensiero che tende all’anticipazione, per la maggior parte negativa. Anticipare significa pensare a come andranno le cose e solitamente, quando anticipiamo qualcosa che ci sta a cuore, lo facciamo… preoccupandoci! Riesci a far caso se, anche tu, mentre vai ad un appuntamento, cominci ad immaginare come si…

L’ansia è un sintomo di un modello di pensiero che tende all’anticipazione, per la maggior parte negativa. Anticipare significa pensare a come andranno le cose e solitamente, quando anticipiamo qualcosa che ci sta a cuore, lo facciamo… preoccupandoci!

Riesci a far caso se, anche tu, mentre vai ad un appuntamento, cominci ad immaginare come si svolgerà o i dialoghi che si instaureranno con l’interlocutore?

Nel tempo, questo modello di pensiero si traduce in emozione, ansia, appunto. Nel tradizionale modello occidentale, tendiamo a voler risolvere il sintomo dell’ansia a livello razionale, ovvero risolvere il pensiero con altro pensiero.

Impossibile! Possiamo illuderci di farlo, ma ciò ha una durata molto limitata e nel frattempo, l’emozione, inosservata, viene ricacciata nel non conscio, nel profondo, producendo altro carburante per lo stato ansioso.

Che fare? Stare con l’emozione, osservarla nel corpo, percepirne la vibrazione, è il modo corretto per trascenderla e, giorno dopo giorno, la parte inconscia, che contiene tutto il dolore del passato, avrà modo di emergere e di essere elaborata.

Il peso emotivo che dovremo sopportare si alleggerirà e, visto che le emozioni condizionano i pensieri, anche questi saranno migliori.

Una buona pratica, tra quelle che trovi nella sezione dedicata di questo blog, sarà d’aiuto per entrare più in contatto con le nostre emozioni, anche con l’ansia.

Presa per quello che è, senza farla diventare pensiero, l’ansia è solo una vibrazione corporea che nasce, ha un suo picco, e poi passa. Se, nelle prime due fasi, inseriamo l’osservazione, qui proposta, il gioco è fatto!

In passato, quando la mia consapevolezza era più sopita e regnava il pensiero, assumevo un farmaco per l’ansia. La consapevolezza ha chiarito il fatto che potevo farcela senza. I primi due scalini della riduzione, furono affrontati senza problemi, ma l’ultimo mi mise di fronte alla mia problematica, senza scuse.

Era un sabato sera, in cui affrontai la prima, grande sessione. Disdissi i miei impegni, mi misi a letto e stetti con l’emozione. Mi arrivava alla testa, era fortissima, ma io mi dicevo: “non arretrare”. E così, il tempo passava e ad un certo punto ero consapevole che stavo bene, nonostante la vibrazione. Non era nè positiva, nè negativa, esisteva e basta.

Alla fine, mi addormentai. La battaglia era vinta ma la guerra non era finita. Le battaglie successive furono meno dirompenti. E ora, senza quel farmaco, sono in grado di sentire di più anche le emozioni positive.

Ci vuoi provare anche tu? Il mio consiglio è di lasciare andare i pensieri, tornare sempre all’emozione. Fammi sapere, nei commenti, com’è andata!

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