
Che si tratti di un’amicizia, di una relazione sentimentale o dei genitori, ci sono diversi livelli in cui si può impostare un rapporto con le altre persone.
C’è sempre di mezzo la mente. Se siamo tanto focalizzati a questo livello, i rapporti saranno finalizzati a uno scopo, saranno superficiali e dominerà, anche se inconsapevole, il giudizio e la sovrastima di sé stessi.
Prova a notare se, ad esempio, con qualche tuo amico, giudichi il comportamento e ti senti in qualche modo superiore (o perfino inferiore). Può essere difficile stanare questo meccanismo. Non pensarci troppo, ma lasciati guidare dall’intuito.
Vivere una relazione con la testa, la svuota di ogni significato. Può farti star bene, talvolta, ma a lungo termine sei destinato a soffrire.
La vera relazione illuminata è quella in cui si riconoscono i propri confini e si dona se stesso all’altro, con consapevolezza. Si comprendono anche i limiti dell’altra persona, le preferenze e le avversioni e si fa in modo di vivere dei momenti di piacevole condivisione.
Veniamo al nocciolo della questione… le aspettative! Aspettarsi che qualcuno si comporti in un certo modo o che colmi, in automatico, le nostre mancanze, è sintomo che la relazione è condotta dalla razionalità, almeno dal nostro punto di vista.
Superiamo questo filtro, impariamo davvero a conoscere l’altra persona e a fiorire in questa comprensione. Solo allora vivremo davvero una relazione libera e col cuore.
Mi piace definire questa modalità: “essere guidati dalla pancia”. Sapremo gioire dei successi dell’altro e sapremo essere spalla forte, nei momenti difficili. Ma mai, giudicanti. Potremo scherzare sui nostri e sugli altrui limiti, senza darcene preoccupazione.
Riconosci in te l’aspettativa, prova a domandarti quali mancanze personali vorresti colmare e lascia che il tutto si dissolva nella gioia delle tue discipline. La tua crescita sarà foriera di benessere anche per le altre persone.
Se evolvi tu, lo fanno anche gli altri.


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