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La consapevolezza, la coscienza o… il sesto senso

Nel proseguire la tua pratica, oltre a sentirti più calmo, gioioso, grato e compassionevole, familiarizzerai con qualcosa di molto più grande di quello che la tua mente pensavi fossi tu. Queste poche parole sono intrise di significato e voglio spiegartele con calma, anche se ad un certo punto dovrò affidarmi, perché tu le comprenda, a…

Nel proseguire la tua pratica, oltre a sentirti più calmo, gioioso, grato e compassionevole, familiarizzerai con qualcosa di molto più grande di quello che la tua mente pensavi fossi tu.

Queste poche parole sono intrise di significato e voglio spiegartele con calma, anche se ad un certo punto dovrò affidarmi, perché tu le comprenda, a quella parte di te di cui si sta parlando in questo articolo, quindi ti chiedo di non analizzare troppo le mie parole ma di “sentirle”.

La meditazione, secondo la mia opinione, è qualcosa che non si fa per uno scopo. Nell’ultima riunione con i compagni del buddismo si parlava di recitare (meditare) per questo o per quello…, io ho detto ciò che penso e faccio, cioè che medito per star bene. Gli obiettivi verranno da sé, perché saremo allineati con l’universo, che provvede a tutto in maniera precisa e tempestiva.

Star bene non vuol dire cambiare per forza le situazioni in cui ci troviamo a livello personale, lavorativo o relazionale, ma cambiare la nostra prospettiva su di loro. Molto spesso pensiamo che le situazioni ci vengano addosso, non capendo che il nostro atteggiamento condiziona quasi completamente la qualità delle relazioni che intratteniamo.

Tirando in barca le ancore, ovvero smettendo di delegare la nostra felicità all’esterno, ci occuperemo di una cosa prima di lasciare che la nostra attenzione vada al resto: star bene, vivere nella calma e nella gioia. Le sfide della vita diverranno delle questioni da affrontare in maniera serena e noteremo che la realtà cambierà in positivo, adattandosi al nostro rinnovato senso di vita.

Quando si fa questo, si da meno importanza ai pensieri ed ecco che da questo stato subentra, giorno dopo giorno, un più alto livello di interazione con la realtà.

Non voglio tediarti con discorsi esoterici, ma ti dico solo che la nostra vibrazione si alza, praticando la meditazione, e quindi attiriamo situazioni più positive e in generale la nostra vita inizia a girare su ritmi più naturali e sincronici.

E’ qualcosa che la mente non può capire, non è in grado di elaborare questo tipo di informazioni, ad essa spetta un compito molto più semplice: quello del ragionamento logico, del calcolo matematico e della programmazione, ma noi l’abbiamo eletta a comandante delle nostre vite. L’errore fondamentale che commettiamo è credere che la mente sia in grado di gestire la nostra vita, le nostre interazioni e i nostri obiettivi.

Sai che abbiamo 5 sensi, con cui elaboriamo la realtà. E’ quello che ci hanno insegnato a scuola. Ma più andrai avanti a familiarizzare con quelle che io chiamo le pratiche della consapevolezza, più svilupperai un altro senso, delicato, silenzioso e sempre presente.

Più che un senso è qualcosa che ti contiene, contiene i tuoi sensi, i tuoi pensieri, il tuo corpo ed è molto più “grande” di tutte queste cose. E’ qualcosa perennemente in connessione con l’universo, ti nutre, ti informa e ti indica la strada giusta.

Lascia che ti spieghi attraverso un esempio. Una questione che ti suscita ansia può essere risolta in vari modi, ma per comodità qui ne sintetizzo due: esclusivamente con la tua mente pensante, in qualche modo cercando di sedare l’ansia mente con mente o eseguendo step by step le occorrenze che si presentano (agire) e poi vivere sereni sapendo che le tue azioni e il tempo sistemeranno la questione.

Per agire secondo l’ultima modalità c’è bisogno di qualcosa che ci guidi e questa sarà la coscienza o consapevolezza o sesto senso. Le nostre azioni saranno prive di impatto emotivo e saremo sincronizzati e pronti a cogliere i segnali.

Ora ti spiego come dialoga con noi la coscienza, questo sesto senso non che abbiamo ma che fa parte della nostra natura: lo fa attraverso le sensazioni. Sensazione non è emozione, quest’ultima è un semplice riflesso corporeo della mente. Difficile definire la sensazione, ma ti posso dire che è un po’ come quando dopo un lungo viaggio torni a casa.

Non c’è un libretto di istruzioni per spiegarti, lascio a te la scoperta di questo tipo di funzionamento. Non avere fretta di scoprirlo; quando ci sarai arrivato, saprai che ci sarai, attraverso una sensazione.

La mia raccomandazione è di non stancarsi mai di praticare ciò che ti piace e che “senti” che ti fa star bene. Hai vari indici che ti dicono che sei sulla strada giusta: meno emozioni e più sensazioni, più focalizzazione sul presente, minor dialogo mentale involontario, più calma, maggior serenità e un più forte senso di compassione verso gli altri.

Scrivimi le tue opinioni nei commenti, è sempre bello confrontarsi con un guerriero in cammino. Grazie!

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